Anche stavolta parlo per esperienza diretta, dopo che al mio piccolo di quasi due anni è stato diagnosticato un sospetto inizio di broncopolmonite. Al di là delle cure che ogni dottore segna secondo il protocollo, ho cercato di capire cosa mio figlio mi stava dicendo (o stava dicendo a se stesso) attraverso un disagio respiratorio considerevole come la broncopolmonite.

Rispulciando tra i miei appunti e ricordando quanto scritto da Claudia Rainville nel suo preziosissimo testo “Ogni sintomo è un messaggio” (che invito ogni madre ad avere in casa) ho compreso chiaramente che, nel caso specifico di mio figlio, la sua manifestazione patologica ha sicuramente a che fare con l’affermazione di sé nel nostro nucleo familiare, dove è presente sua sorella, una bambina piuttosto protagonista, per intenderci.

E quando l’aria per due apparentemente non basta ecco che arrivano le patologie respiratorie quali bronchite, broncopolmonite e asma. Ma non sempre si tratta di difficoltà ad affermare se stessi per la presenza di una sorella o di un fratello.
Talvolta, come nel caso dell’asma, la malattia ci dice che chi ne è affetto può sentirsi soffocato da qualcuno o da una situazione precisa.
Genitori troppo ansiosi ad esempio, iperprotettivi o controllori di ogni movimento del figlio.  Paradossalmente l’asma si manifesta anche quando è presente la situazione opposta, ovvero, per una richiesta di attenzione.
A pensarci bene l’asma è una forma piuttosto eclatante di attirare l’attenzione su di sé, basti pensare al rumore che fanno alcuni bambini (e adulti) quando vanno in crisi di mancanza d’aria.

Se ogni genitore pone l’attenzione su questi aspetti, ahimè ancora poco diffusi nella medicina convenzionale, vedrà che comprendere l’elemento emotivo nascosto dietro alla malattia, ma in essa chiaramente manifesto, sarà semplice. Basta farlo con il cuore aperto, senza sensi di colpa. Non serve dirsi “è colpa mia se mia figlia sta male perché io con la mia ansia la soffoco”, ma è sicuramente propositivo dirsi “io prendo atto che mia figlia sta dicendo che l’ansia nei miei atteggiamenti la soffoca”, senza giudizi, ma con la consapevolezza di sapere che come genitori possiamo fare tanto anche solo attraverso piccoli cambiamenti. A volte basta davvero poco … una carezza in più, un attimo di attenzione sincero, un po’ più di libertà di espressione e azione.

Pensiamoci su, ogni volta (speriamo mai) che i nostri cuccioli si ammalano.

Alla prossima, naturalmente.

Martina

 

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Posted by supermarty