Hilde Brunch,  professoressa emerita di psichiatria al Baylor College of Medicine di Houston, considerata una delle massime autorità in campo mondiale nei Disturbi Alimentari, parla dell'Anoressia Nervosa come di una "malattia enigmatica, piena di contraddizioni e paradossi".

Il soggetto ha fame ma “si impedisce” di mangiare, costringendosi ad un regime alimentare che può condurlo alla morte. In pratica è come se solo esercitando il controllo su ciò che mangiano, i pazienti affetti da Anoressia Nervosa riescono ad avere la sensazione di avere una personalità.

L'Anoressia Nervosa si presenta prevalentemente in soggetti di sesso femminile, in età adolescenziale  spesso istruiti ed intelligenti, provenienti da famiglie con un buon livello socioculturale ed economico. Il soggetto con Anoressia Nervosa agisce nella sua vita non perseguendo quello che desidera, bensì è mosso da una sensazione predominante di sottomissione al dovere. Si presenta come estremamente accomodante e docile anche se, nel delirio della sua malattia, potrebbe diventare esigente, caparbio e ostinato, rivelando una grande forza di volontà alla quale attinge per sostenersi nel digiuno.

E’ evidente che il modello culturale di bellezza, promosso dalla società odierna, favorisce in questi giovani il crearsi di una percezione distorta del loro corpo. Mentre in passato la corpulenza era segno di distinzione perché simbolo di agiatezza, attualmente si parla fin troppo spesso di diete poiché l'ideale estetico è rappresentato dalla donna esile, filiforme.

L’effetto disastroso dei social poi, che rappresentano un bombardamento mediatico di fotografie ritoccate alle quali, nemmeno le modelle più affascinanti assomigliano realmente nella realtà: c’è la possibilità di assottigliare, allungare, nascondere gli inestetismi in immagini che non sono più fotografie della realtà, ma disegni di “come vorrei essere”.

I destinatari di queste foto, però, possono credere che la perfezione esista e iniziare a manifestare un disagio per il proprio corpo che li spinge a desiderare quella magrezza filiforme, apparente appagamento della persona.

Anoressia nervosa: "malattia enigmatica, piena di contraddizioni e paradossi"

Il soggetto affetto già da Anoressia Nervosa ha una percezione distorta del suo corpo, infatti si vede sempre enorme, grasso, sproporzionato e fa di tutto per "sparire", per non occupare fisicamente lo spazio.

L'insoddisfazione per la propria immagine corporea, definita come dismorfofobia rappresenta un'insoddisfazione cognitiva legata ad una bassa autostima.  Secondo una ricerca, chi è affetto da anoressia manifesta una alterazione dell'attività della serotonina, un neurotrasmettitore legato allo stato d'animo e all'ansia.
Questi soggetti, pertanto, iniziano una restrizione calorica perché mangiando meno riducono anche l'ingresso del precursore della serotonina e così evitano la spiacevole sensazione di disforia legata a quando mangiano.

Il fattore scatenante, la malattia, viene identificata dai pazienti come qualcosa di esterno: una perdita affettiva, un trauma, la malattia di una persona cara. Tale fattore rischia però di fare da schermo a problemi più profondi radicati all'interno del sistema familiare. Il soggetto comincia il suo percorso affermando di voler affrontare una dieta per perdere qualche chilo di troppo ma la restrizione alimentare diventa sempre maggiore e nello stesso tempo la perdita di peso sempre insufficiente.

Il comportamento alimentare è caratterizzato da un’alternanza di rifiuto del cibo e/o di eccesso alimentare a cui si uniscono spesso uso di farmaci anoressizzanti, diuretici o lassativi, come pure vomito volontario o qualunque altro espediente volto a evitare o a ridurre gli effetti ponderali dell’alimentazione.
Sebbene la fame sia realmente percepita all'inizio di tale condotta, viene poi sentita come una dimostrazione di forza e di superiorità da parte del soggetto e conduce ad episodi di bulimia vissuti con estrema vergogna.

Una caratteristica dell’Anoressia Nervosa è l'iperattività: attività fisica portata all'estremo (ore di palestra, passeggiate, nuoto, danza, tutto con il fine di dimagrire ancora) e attività intellettuale esasperata (l'esame, l'interrogazione vengono ricercate allo scopo di valutare la propria capacità di controllo sulla situazione).

Ma il l’anoressia non è uno scherzo, non è un gioco e prima di tutto non è una scelta.

Cari amici del Blog MammeOnLine, se vi accorgete di comportamenti disfunzionali in voi o nei vostri cari, non perdete tempo rivolgendovi a figure professionali che non hanno esperienza in questo campo tanto delicato.

Una diagnosi precoce è la prima cosa che dovete ricercare.
Rivolgetevi a centri specializzati dove un'équipe formata su questo possa prendervi in carico.
Non è uno scherzo, non è un gioco, è un Disturbo Psichiatrico con forte impatto sul corpo che deve essere prontamente diagnosticato e trattato.

Referenze:

1. Anorexia nervosa--benign or malign neglect?  Bruch H.- Hosp Pract. 1978 Mar;13(3):18.

2. Gene-environment interaction in anorexia nervosa: relevance of non-shared environment and the serotonin transporter gene. - Karwautz AFWagner GWaldherr KNader IWFernandez-Aranda FEstivill XHolliday JCollier DATreasure JL.- Mol Psychiatry. 2011 Jun;16(6):590-2

3. Emerging Treatments in Eating Disorders. - Lutter M. - Neurotherapeutics. 2017 May 25

4. Food addiction as a proxy for eating disorder and obesity severity, trauma history, PTSD symptoms, and comorbidity. - Brewerton TD. - Eat Weight Disord. 2017 Jun;22(2):241-247

Ritratto di Monica Cimino

Posted by Monica Cimino

La Dott.ssa Monica Cimino è Nutrizionista, Specialista in Scienza dell'Alimentazione, Dottore di Ricerca in Biologia Cellulare e Molecolare.
Laureata in Scienze Biologiche cum laude presso l’Università degli Studi di Napoli nel 2000, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Biologia Cellulare e Molecolare presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata nel 2003, ha frequentato il Corso di perfezionamento in Alimentazione e Prodotti Nutraceutici presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II.
Ha inoltre conseguito la specializzazione in Scienza dell'Alimentazione cum laude et plauso presso la Seconda Università di Napoli SUN, dove svolge attività di ricerca nel dipartimento di Psichiatria nel campo della neurobiologia del comportamento alimentare e dei disturbi Alimentari.
Esperta di obesità infantile e disturbi alimentari svolge la sua attività a Napoli.
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